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Ricreazione Mostra d'Arte - Monte San Savino
Ricreazione Mostra d'Arte - Monte San Savino - Ricreazione Mostra d'Arte - Monte San Savino
Un contenitore di pietra. un sancta-sanctorum, un archivio, uno spazio che sogna il labirinto. un museo. una spelonca sopraelevata, la proiezione di stratificazioni geologiche, di stratificazioni spazio-temporali, un temporale improvviso una visione improvvisa, un viso, il visto per espatriare ante-Schengen, la piramide Cestia.

Tutto quanto calamita scritture. ex-geroglifiCI che ricoprono superfici che a loro volta ricoprono superfici: la profondità è una superficie molto nascosta. Qualcuno è addetto alla custodia, alla manutenzione. Il compito è arduo, dal momento che il tempio si sottrae, anzi: è la sottrazione. E le cose sembrano girare attorno al proprio baricentro. Irrelate; e proiettate in una divergenza disperante: in una insostenibile ricreazione. Così l'arte. anzi l'artista. si trova a vagare in un campo dislocato all'infinito. Quale antidoto? Non se ne vedono. Dopo la centrifuga novecentesca, l'arte abita adesso luoghi della mente di cui solo si sa che potrebbero essere. insieme, dell'inizio e della fine. Nel frattempo, alcuni - gli artisti - si aggirano. col fare guardingo dei custodi e con l'occhio attento dei manutentori, nel caos dei luoghi alla ricerca del palinsesto giusto da segnare; sapendo - e questo è fondamentale e questo è bene - di scrivere su pergamene sature, già arate.

Le loro opere vibrano delle innumerevoli cancellature che le hanno precedute. D'altra parte, "la contemporaneità - nel dire esemplare di Giorgio Agamben - si iscrive nel presente segnandolo innanzitutto come arcaico e solo chi percepisce nel più moderno e recente gli indici e le segnature dell'arcaico può essere contemporaneo. Arcaico significa: prossimo all'erkè. cioè all·origine". E l'origine non è per nulla sequestrata in un passato cronologico: "essa è contemporanea al divenire storico e non cessa di operare in questo" .

Si legge, in una scheda informativa sul "Cassero" di Monte San Savino. che in antico la Fortezza era circondata da un fossato e ad essa si accedeva attraverso un ponte levatoio. Regnava sullo spazio, In antico; e si concedeva, quando si concedeva.
nel gesto più essenziale: alzare-abbassare. Un gesto impositivo, benedicente, e non solo per metafora. Ora la fortezza si nasconde, si sottrae allo sguardo, arretra; ma non per questo smette di esistere. Mariucci, Rapini, Valisi si sono incrociati nel suo ventre. hanno intercettato scritture alfabetiche. parti di un libro, si sono esposti al contagio. Si vedranno allora geometrie emozionate. echi di antiche scritture alchemiche. lunari. ori; derive atmosferiche che Inchiodano le parole sulla pasta densa del bianco e ribadiscono con nette tautologie al neon l'aspirazione alla luce. Oppure apprenderemo, tra pittura e scultura, l'obbedienza, la destinazione all'ordine della bellezza.

Mariucci, Rapini, Valisi depositano - ognuno come deve fare gesti contemporanei, di amicizia anche, sull'inesausta pergamena. Gesti benedicenti?

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